Il territorio

 

 

 

 

 

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Il territorio

 

Profilo fisico Gli Altipiani di Arcinazzo consistono in una superficie, lievemente ondulata, di circa seicento ettari, ad un'altitudine oscillante fra gli 850-900 metri sul livello del mare. Tale superficie appartiene quasi in parti uguali al Comune di Arcinazzo Romano, in provincia di Roma, ed ai comuni di Trevi e di Piglio, in provincia di Frosinone. Verso il lato sud-est si estende una notevole superficie boschiva del comune di Fiuggi, ricadente, come tutto l'Altipiano, nel bacino imbrifero del Fiume Aniene.

I prati

I prati sono una delle caratteristiche tipiche degli Altipiani. Essi cominciano, di fatto, all'altezza della Villa Romana per estendersi, con alcune interruzioni, fino all'imbocco della strada per Fiuggi. Ricchi di fenomeni carsici e di inghiottitoi, il sistema di prati degli Altipiani, circondato dalle cime dei monti Scalambra ed Altuino, offre un insieme ambientale e paesaggistico estremamente rilevante e caratteristico.
Geologia Dal punto di vista geologico, il terreno è di natura carsica, privo di acque sorgive; caratteristici sono gli inghiottitoi e le doline, circa una dozzina, formatisi nelle aree più depresse dell'Altipiano, nei quali si convogliano le acque piovane, la cui falda - molto grande, a quanto sembra - è situata a circa 350-400 metri di profondità. "E', infatti, assai probabile che, nelle profondità del suolo, esista sotto i piani un complesso sistema di grotte, cunicoli, sifoni. Un'attenta esplorazione speleologica potrebbe rivelare molte sorprese; più che certa è l'esistenza di corsi d'acqua sotterranei, anche di notevole portata" (Fulco Pratesi).
Vegetazione La vegetazione è caratterizzata da estesi prati e, di recente, da ampie abetaie, circondate dalle antiche macchie mediterranee (noccioli, roverelle, aceri, carpini, olmi, castagni, ecc.), mentre un fitto bosco di lecci ed estese faggete rivestono, ad oltre 1000 metri di quota, il fianco occidentale di Monte Scalambra.

Fra i fiori che crescono spontaneamente nei prati e sulle pendici dei monti vicini, sono da citare l'anemone gialla, la viola di Eugenia, il cardo, i fiori di fragola, le orchidee ed il giglio rosso.

Fauna La fauna è sostanzialmente quella delle propaggini dei vicini monti Ernici e Simbruini: il picchio verde, la ghiandaia, il cuculo, la cornacchia grigia, il gufo comune e l'allocco, lo sparviero ed il rarissimo astore, il passero solitario, la volpe, lo scoiattoli, l'istrice, il riccio, la martora, il tasso, la faina e il cinghiale.

Esistono anche alcuni esemplari di lupi (in Italia il numero complessivo non supera i 150-200), soprattutto nelle zone più impervie che confinano con il parco regionale dei Simbruini. Sempre nell'area del parco è da segnalare la presenza della conturnice, del falco pellegrino e dell'aquila reale. Quest'ultima è presente con due coppie (sono 6 in tutto il Lazio.

Clima Il clima è temperato-umido. Le precipitazioni si mantengono su una media annua di circa 1500 mm., con minimi in luglio ed agosto e massimi in novembre e dicembre, con circa 80 giornate piovose nell'anno (un numero inferiore rispetto alle zone circostanti).

La temperatura media annua si situa intorno agli 11 gradi, con un massimo di circa 20 gradi in luglio ed agosto ed un minimo di 2 gradi in gennaio e febbraio. I venti prevalenti sono il libeccio che spira da sud e sud-ovest e, fra febbraio e marzo, la tramontana, proveniente da nord-est.

A detta degli esperti, negli Altipiani di Arcinazzo, ad un'altezza di 850 metri circa, si respira l'aria di 1500 metri, poiché le correnti ascensionali più calde fanno defluire dalle pendici dei monti vicini l'aria fresca ed ossigenata delle cime più alte (1800-2000 m.).

Ambiente L'ambiente apparte ancora sostanzialmente integro dal punto di vista della qualità e fortemente pregevole dal punto di vista delle caratteristiche paesaggistiche. Per questo gli Altipiani sono stati da sempre ritenuti molto adatti alla residenza per villeggiatura.

Storia

Il territorio degli Altipiani di Arcinazzo è stato frequentato dall'uomo fin dal Paleolitico; in epoca storica era abitato dagli Equi e, successivamente, fu colonizzato dai Romani. Testimonia la presenza degli Equi l'Arco di Trevi, un arco megalitico a tutto sesto, databile al IV secolo a. C., la cui funzione è ancora misteriosa: arco di confine fra Equi ed Ernici o resti di un grande acquedotto? La presenza dei romani è testimoniata - oltre che dalla grande villa del periodo traianeo - da resti di un probabile tempio lungo la provinciale per Trevi e da tombe romane all'interno del Vivaio della Forestale. Nell'Alto Medioevo si assiste ad un aumento della popolazione che interessa non solo i centri di Trevi ed Arcinazzo, ma anche gli Altipiani, dove sorgono i borghi di Colle Alto e Altuino. Tracce di insediamento stabile si hanno solo a partire dal 1700, quando cominciano ad arrivare insediamenti stabili di famiglie provenienti da Trevi. Ma il vero sviluppo delle residenze secondarie si ha a partire dal 1900, quando sorgono le prime ville per la residenza estiva.

 

 

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