Comune di Piglio
Il Comune di Piglio, il cui nome deriva dal latino Pila,
muraglia di pietra, ha origini antiche (2° secolo a.C.); si ritiene,
infatti che l'insediamento urbano sia stato costruito sul sito dell'antica
città ernica di Capitolum. In epoca romana, il territorio è stato
sicuramente colonizzato, come testimoniano i resti di ville rustiche
rinvenuti nella valle sottostante. L'insediamento attuale, su uno sperone
del Monte Scalambra, racchiuso tra due canaloni,a dominio della strada
sottostante, deve la sua origine a necessità difensive. La posizione dei
due castelli (uno a controllo della strada proveniente dagli Altipiani di
Arcinazzo e l'altro della strada proveniente da Paliano e Serrone), del
borgo, la rete stradale urbana e la rete stradale esterna costituiscono un
interessante esempio di architettura militare ed urbanistica.
La più antica citazione del Castello di Piglio
è del 1088 dove viene elencato tra i borghi soggetti alla
giurisdizione episcopale di Anagni. Possedimento feudale della chiesa
anagnina divenne successivamente feudo di una famiglia locale, i de
Pileo, dei de Antochia e infine dei Colonna.
Nel 1215 S. Francesco fondò a Piglio, su
concessione del Cardinale Giovanni Colonna, vescovo di Sabina, il convento
minorita di S. Lorenzo, alle falde del Monte Scalambra; il Convento - che ha
ospitato il beato Andrea Conti, asceta di Anagni - diventa la prima
abitazione dei frati francescani e viene posto sotto la protezione di S.
Lorenzo, patrono del Castello di Piglio. Tuttavia, pur gravitando su Anagni
sul territorio di Piglio si esercita anche in parte l'influenza dei
monasteri benedettini di Subiaco che vantano nel territorio di Piglio dei
terreni.
A partire dal 1400 il feudo di Piglio
diviene oggetto di scambio di alcune fra le principali famiglie della nobiltà
romana, i Colonna, gli Orsini, i De Antiochia. Nel 1479 vengono pubblicati gli
Statuti di Piglio e viene nominato come signore e Padrone del Castello di
Piglio. Nella seconda metà del 1500 viene istituito da Pio V il principato di
Paliano con il possesso da parte della famiglia Colonna dei castelli di Serrone,
Piglio e altri paesi. Gli statuti della Terra di Piglio - come, d'altronde gli
statuti degli altri paesi - erano il complesso delle leggi e delle norme
fondamentali che regolavano l'ordinamento della Comunità di Piglio, su cui si
basava tutta la vita sociale, politica e religiosa di Piglio.
Dalla seconda metà del 1600 il
territorio di Piglio è devastato da alcuni terremoti e da epidemie di peste e
di colera. Alla fine del 1700, durante la prima Repubblica Romana scoppiarono
diverse sommosse a Piglio ed alla fine del secolo Piglio viene incendiata dai
francesi. Nel 1849 Garibaldi passa per Piglio per accorrere con i suoi soldati
in difesa della Repubblica Romana.
Il centro storico, dalla caratteristica forma a
fuso, è contraddistinto dall'imponente Palazzo Colonna, detto
castello basso, e dai due campanili della Colleggiata dell'Assunta.
Tra gli edifici da ricordare sono la Rocca o Castello alto, Palazzo
Berucci, la Chiesa della Madonna delle Rose, la Chiesa di
S. Rocco, la Chiesa della Madonna della Valle e la piccola
chiesa di Sant'Antonio.
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