|
Percorso del sentiero Arcinazzo Romano
- Altipiani di Arcinazzo
Dalla piazza di Arcinazzo Romano seguire le indicazioni per la sede
del "Corpo Forestale dello Stato" fino ad arrivare alla fine
della strada.Fra alcuni esemplari di cipresso e pino nero ha inizio un
evidente sentiero, contornato da muri a secco (macere) che si inoltra
fra terrazzamenti coltivati ad olivo. Il percorso sale di quota
parallelamente al fosso del "Basso della Radica" fino a
scavalcare lo stesso a 850 metri di altitudine. Superato il fosso,
seguire il tracciato che si dirige a mezzacosta verso sud-est lungo il
pendio di Colle Turrita. Immerso nella rigogliosa flora spontanea, il
tracciato continua a salire incassato fra massi calcarei. Arrivati al
punto più panoramico (900 metri circa e 50 minuti dall'inizio del
sentiero) si può osservare la sottostante valle sublacense dominata
dalla montagna di Roiate e dal Monte Scalambra; volgendosi in direzione
nord-ovest verso la Valle dell'Aniene si possono riconoscere i paesi di
Affile, Bellegra, Rocca Santo Stefano, Ciciliano, Canterano, Rocca
Canterano e distinguere in lontananza i profili dei Monti Prenestini e
Lucretili con i paesi di Guadagnolo e S. Polo dei Cavalieri.
Seguire il tracciato in direzione est, avendo di fronte il Monte
Altuino, il sentiero passa al di sopra di una pineta e piega leggermente
salendo verso Pitignano fino a raggiungere i ruderi di casolari ormai
abbandonati (940 metri circa e 15 minuti dal punto panoramico).
Il sentiero diventa ora una carrareccia raggiungibile anche con mezzi
motorizzati; seguitare fino ad incontrare casolari diroccati. Salire
lungo la carrareccia fra piccoli pascoli fino a pervenire alla
diramazione per il Bottino di bernardo ed il Fontanile della Verogna
(960 metri e 10 minuti circa dai casolari).
Lasciarsi alla destra il bivio e salire in direzione est nord-est fra
il Colle Porara ed il Colle Cantavoce fino a raggiungere l'ingresso di
Valle Giovanna (1004 m.); la carrareccia si mantiene molto ampia e
procede sempre in salita fra noccioli e maggiociondoli; lasciare alla
destra un rudere di casolare (1054 e 40 minuti dal bivio) e dirigendosi
verso sud-est raggiungere a quota 1075 m. il valico fra Monte Porcello
ed il Monte Altuino.
Seguire sempre la carrareccia che volgendosi ora in direzione
sud-ovest, inizia a scendere; mano a mano che si scende, il panorama
sugli Altipiani diventa sempre più ampio; la conca diventa visibile in
tutta la sua ampiezza; la veduta spazia da Monte Ratafani alla
sottostante Torre medievale; siamo a quota 1030 m. (20 minuti dal
rudere).
Proseguire in direzione sud-est prendendo una traccia di sentiero che
ha inizio in una apertura della recinzione in filo spinato; dopo qualche
metro la traccia diviene più evidente; seguirla fino ad incontrare
ruderi di casolari e stalle; da qui continuare verso est; il percorso
procede fra querce, biancospini, prugnoli e rose selvatiche; lasciare
sulla propria destra un piccolo fosso e raggiungere un vecchio fontanile
(10 minuti dalla carrareccia).
Dal fontanile una apertura fra la recinzione immette ai pascoli di
pratolongo, camminare liberamente in direzione sud-est per raggiungere
la carrareccia che, piegando a destra, oltrepassa Fonte Oppietta e
raggiunge la Via Sublacense all'altezza del ristorante "Sor
Paiolo" (20 minuti dal vecchio fontanile).
( a cura di: Federazione Italiana Escursionismo -
Comitato Regionale Lazio)
|