Monte Scalambra

 

 

 
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Monte Scalambra da S. Lorenzo

Grado di difficoltà: medio

Lunghezza: 12 km

Dislivello: 580 m.

Tempo percorrenza: 3 h.

 

 

Punto di partenza: Piglio (Convento S. Lorenzo.

Si arriva attraverso l'Autostrada A2 Roma-Napoli, uscita Anagni; seguire le indicazioni per Fiuggi e deviare per Piglio al km. 8.

 

 

 

Premessa.

La quiete e la serenità del complesso francescano di S. Lorenzo  accompagnano per tutta l'escursione che, in parte, corre lungo il confine fra le province di Frosinone (a sud) e Roma (a nord) e rende di gran lunga piacevole e rimunerativo questo itinerario solitario. La zona oltre il convento di S. Lorenzo offre altre testimonianze di natura religiosa: il romitorio di S. Michele verso Serrone e la chiesetta della Madonna del Monte lungo l'itinerario per gli Altipiani di Arcinazzo, possibili tappe di una lunga traversata.

Dalla piazza di Piglio (621 m.) dove parcheggiano le corriere (una grande tabella illustra un tratto di sentiero europeo E1 di lunga percorrenza, di cui l'itinerario Piglio M. Scalambra costituisce una parte), si prosegue la SP 20 per gli Altipiani di Arcinazzo per km 1,5, fino ad incontrare l'indicazione, un pò nascosta, "Convento di S. Lorenza" , in corrispondenza della targa di termine del comune di Piglio e di una fermata delle autolinee. Qui si svolta a sinistra, su una strada ancora asfaltata; subito dopo il bivio si trovano le prime indicazioni bianco-rosso del sentiero E1 che fino al convento, in parte si sovrappone alla strada. Ancora un chilometro e si arriva al Convento ed alla Chiesa di S. Lorenzo (840 m., 0:40 h. a piedi da Piglio). Qui si lascia la macchina. La chiesa, in stile barocco, è aperta e visitabile.

 

 

 

Ha inizio il sentiero che, fino in cima al M. Scalambra sarà sempre chiaramente marcato da segnavia bianco-rosso spesso con indicazione "E1", imboccando sulla destra della chiesa una comoda carrareccia e passando davanti ad una statua di S. Francesco e ad una lapide con inciso il Cantico delle Creature; si ignorano, dopo pochi metri, due cancelli e si svolta a gomito a sinistra, varcando un cancello. Si passa dietro il complesso di S. Lorenzo e con due tornanti si supera quasi subito un abbeveratoio e una presa d'acqua.

Si entra ora nel bosco con vegetazione fitta, che nasconde la visibilità sia a nord che a sud. Dopo un tratto in piano (poche centinaia di metri), il sentiero, ora stretto e ripido,  sale fino ad incrociare, a quota 940, , una comoda carrareccia (0:30, cartello con indicazioni) che si prende verso sinistra (ovest) e si percorre per meno di 1 km., dominando dall'alto l'abitato di Piglio.

Un cartello, con indicazioni per Sella Inzuglio e M. Scalambra invita ad abbandonare la carrareccia e ad affrontare un sentiero stretto e ripido che si stacca sulla destra. Dopo un tratto un pò faticoso e con andamento irregolare (ma sempre ben segnalato) che permette di guadagnare rapidamente circa 150 metri di dislivello con tendenziale direzione nord, iniziano due lunghi traversi, in salita più leggera, cadenzati da 7 tornanti, finchè si esce su un costone della montagna con vegetazione più rada e che si affronta verso nord in ripida salita che in pochi minuti porta a Sella Inzuglio (1320 m., 1 h.): qui la segnaletica indica verso destra l'itinerario che in due ore conduce verso Madonna del Monte e verso sinistra quello per M. Scalambra, che si percorre entrando in un rimboschimento di faggi e tenendosi quasi sempre sulla linea di cresta in prossimità di una recinzione con filo spinato caduto a terra. La cima di M. Scalambra (preannunciata da una croce metallica) è ormai prossima quando, fuori dal bosco verso sud,  si nota un cippo con croce in pietra e con incisi quattro nomi, affiancati da resti metallici di un aereo precipitato.

Ancora pochi metri e si guadagna lo sperone roccioso, cima di M. Scalambra (1420 m., 1,45 h. dal convento). Da questo punto lo sguardo può spaziare a sud verso il paese di Piglio e la valle del Sacco, mentre verso nord la boscaglia ostacola parzialmente la visione dei Monti Affilani e, più lontano, dei Simbruini. Verso ovest, invece, spicca, accerchiata da antenne, sull'anticima occidentale di M. Scalambra, la statua della Madonna della Pace: sostenuta da un alto basamento in cemento con tre lapidi, sovrasta un'anonima cappella ed un piazzale dove termina la strada finacheggiata da costruzioni che, in 9 chilometri, sale da Serrone; volendo, in meno di 15 minuti si arriva (sentiero non più segnato), seguendo la cresta, dalla cima di M. Scalambra a questo piazzale in rapido degrado, dopo aver incontrato gli ultimi, più audaci tentativi incompiuti di case.

Si ritiene più remunerativo sostare alcuni minuti sulla cima di M. Scalambra prima di affrontare per la stessa via il ritorno al gradevole sito di S. Lorenzo dove si arriverà in circa 1:15 h. (3 h.).

(da: Coronati-Roggero: Escursionismo, sciescursionismo, mountain bike nel Parco Naturale dei Simbruini, ed. Il Lupo & Co.)

 

 

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