Ha inizio il sentiero
che, fino in cima al M. Scalambra sarà sempre chiaramente
marcato da segnavia bianco-rosso spesso con indicazione "E1",
imboccando sulla destra della chiesa una comoda carrareccia e
passando davanti ad una statua di S. Francesco e ad una lapide
con inciso il Cantico delle Creature; si ignorano, dopo pochi
metri, due cancelli e si svolta a gomito a sinistra, varcando
un cancello. Si passa dietro il complesso di S. Lorenzo e con
due tornanti si supera quasi subito un abbeveratoio e una
presa d'acqua.
Si entra ora nel bosco
con vegetazione fitta, che nasconde la visibilità sia a nord
che a sud. Dopo un tratto in piano (poche centinaia di metri),
il sentiero, ora stretto e ripido, sale fino ad
incrociare, a quota 940, , una comoda carrareccia (0:30,
cartello con indicazioni) che si prende verso sinistra (ovest)
e si percorre per meno di 1 km., dominando dall'alto l'abitato
di Piglio.
Un cartello, con
indicazioni per Sella Inzuglio e M. Scalambra invita ad
abbandonare la carrareccia e ad affrontare un sentiero stretto
e ripido che si stacca sulla destra. Dopo un tratto un pò
faticoso e con andamento irregolare (ma sempre ben segnalato)
che permette di guadagnare rapidamente circa 150 metri di
dislivello con tendenziale direzione nord, iniziano due lunghi
traversi, in salita più leggera, cadenzati da 7 tornanti,
finchè si esce su un costone della montagna con vegetazione
più rada e che si affronta verso nord in ripida salita che in
pochi minuti porta a Sella Inzuglio (1320 m., 1 h.): qui la
segnaletica indica verso destra l'itinerario che in due ore
conduce verso Madonna del Monte e verso sinistra quello per M.
Scalambra, che si percorre entrando in un rimboschimento di
faggi e tenendosi quasi sempre sulla linea di cresta in
prossimità di una recinzione con filo spinato caduto a terra.
La cima di M. Scalambra (preannunciata da una croce metallica)
è ormai prossima quando, fuori dal bosco verso sud, si
nota un cippo con croce in pietra e con incisi quattro nomi,
affiancati da resti metallici di un aereo precipitato.
Ancora pochi metri e si
guadagna lo sperone roccioso, cima di M. Scalambra (1420 m.,
1,45 h. dal convento). Da questo punto lo sguardo può spaziare
a sud verso il paese di Piglio e la valle del Sacco, mentre
verso nord la boscaglia ostacola parzialmente la visione dei
Monti Affilani e, più lontano, dei Simbruini. Verso ovest,
invece, spicca, accerchiata da antenne, sull'anticima
occidentale di M. Scalambra, la statua della Madonna della
Pace: sostenuta da un alto basamento in cemento con tre
lapidi, sovrasta un'anonima cappella ed un piazzale dove
termina la strada finacheggiata da costruzioni che, in 9
chilometri, sale da Serrone; volendo, in meno di 15 minuti si
arriva (sentiero non più segnato), seguendo la cresta, dalla
cima di M. Scalambra a questo piazzale in rapido degrado, dopo
aver incontrato gli ultimi, più audaci tentativi incompiuti di
case.
Si ritiene più
remunerativo sostare alcuni minuti sulla cima di M. Scalambra
prima di affrontare per la stessa via il ritorno al gradevole
sito di S. Lorenzo dove si arriverà in circa 1:15 h. (3 h.).
(da: Coronati-Roggero:
Escursionismo, sciescursionismo, mountain bike nel Parco
Naturale dei Simbruini, ed. Il Lupo & Co.)