Itinerario Trevi nel
Lazio - Altipiani di Arcinazzo
Da via Roma prendere la mulattiera che scende in direzione del
fiume, attraversare la strada asfaltata e superare il fiume passando
sopra un ponticello di assi, denominato "Pomte Alani" (645
m.). Girare a destra e, costeggiando il fiume sulla sua sinistra
orografica, salire lungo una mulattiera che passa attraverso orti e
pascoli, fino a raggiungere quota 780 m. (25 minuti dal paese). La
mulattiera ora scende a destra verso ovest, delimitata da muri a
secco, attraversando ruderi di stalle. Ci troviamo in località
"i Vignali" fra campi coltivati ad olivo, fichi, mandorli, e
ciliegi; da notare gli ornielli usati in passato per sorreggere le
viti. Giunti a quota 700 la mulattiera piega verso nord, costeggiando
il fosso Campo e raggiunge l'Aniene che affianchiamo fino a
raggiungere la provinciale per Filettino all'altezza del Ponte delle
Tartare (15 minuti da quota 780 m.).
Piegare a sinistra e percorrere la provinciale per circa 100 metri,
fino al cartello indicativo del Parco dei Monti Simbruini; dal
cartello inizia una carrareccia che passa fra uno stabilimento di
serramenti di alluminio e il futuro depuratore degli Altipiani di
Arcinazzo; seguire la carrareccia fino ad identificare sulla sinistra,
subito prima della sbarra dell'Acquedotto del Simbrivio, una
mulattiera che sale verso la fontana del Cioccio; seguire la
mulattiera che attraversa un bosco misto composto da carpini,
carpinelli, frassini, aceri minori, noccioli; salendo lungo le
"coste di Arcinazzo", il panorama sulla sottostante Valle
dell'Aniene diviene sempre più ampio; arrivati intorno a quota 800
metri, è possibile vedere la strada che conduce a Comunacque, la
centrale elettrica dell'ENEL, di Trevi, e, volgendosi indietro verso
est, si può vedere Trevi con lo sfondo dei Monti Cantari.
Continuare a salire lungo il sentiero che procede fra rocce
dissolte dal carsismo; interessante notare le radici di carpini fra le
rocce e tracce di passaggi di volpe, fino a raggiungere il fosso della
fontana del cioccio (45 minuti dal ponte delle Tartare).
Piegare verso destra e subito dopo a sinistra fino a raggiungere la
carrareccia che, piegando di nuovo a destra, sale verso la
provinciale; il panorama diviene più evidente e spazia da Jenne con
lo sfondo dei Simbruini: Monte Autore, Tarino, Cotento, Viglio, con
l'evidente profilo del Gendarme e i Cantari (15 minuti dalla Fonte).
Percorrere la provinciale in direzione Altipiani per circa 300
metri, lasciando sulla destra un ripetitore dei telefonini ed una
cappelletta dedicata alla S.ma Trinità fino a raggiungere un cartello
del Parco sulla flora dei Simbruini, da dove inizia una traversa
interna degli Altipiani; subito a destra, continuare per circa 600
metri, avendo davanti il panorama prima descritto, attraverso ville
abbastanza discrete fino al punto in cui la strada piega decisamente a
sinistra; da quim avendo a destra una villa color rosa antico, ,
inizia una carrareccia che confina con la tenuta dei Parodi e
raggiunge l'acquedotto del Simbrivio all'altezza di Tombe Parodi (30
minuti dalla Provinciale).
Scendere lungo la carrareccia che assume l'aspetto di una
mulattiera, che conduce a comunacque e, dopo aver superato un
impluvio, piegare subito a sinistra lungo un sentiero che, piegando
verso ovest, attraversa la località "Le Cerreta", posta sul
versante nord del Colle della Croce; attraverso biancospini, rose
selvatiche, prugnoli ed altri arbusti, il sentiero si incammina verso
pratolongo, diventa una carrareccia e raggiunge dopo circa 30 minuti
Pratolongo da Tombe Parodi.
(a cura di: Federazione Italiana
Escursionismo - Comitato
Regionale Lazio)