Il Parco dei Simbruini

 

 
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contesto istituzionale

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Comunità Montana "Alta Valle dell'Aniene"

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Gruppo di Azione Locale  Leader +

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Ente Parco Simbruini

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Comune di Subiaco

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Comune di Fiuggi

 

 

 

Ente Parco dei Monti Simbruini

 

L'Ente Parco dei Monti Simbruini nasce ufficialmente nel 1983, con la promulgazione della Legge Regionale n. 8, che conclude la prima fase di un lungo percorso, che ha coinvolto tutte le componenti sociali, economiche, culturali e politiche dell'area, impegnate da lunghi anni a dar vita ad una delle più vaste ed incontaminate aree protette dell'Appennino.

Collocato ai confini fra il Lazio e l'Abruzzo, il Parco Regionale ha un'estensione di 35 mila ettari e comprende sette comuni appartenenti alle Province di Roma e di Frosinone. Si tratta dell'area protetta più estesa e più pregiata del Lazio. Nel suo territorio si colloca l'omonima catena calcarea dei Simbruini con cime che raggiungono i 2000 metri. Al suo interno sono presenti rilevanti fenomeni calcarei ed una serie di faggete di grande bellezza.

Il parco nasce nonostante una serie di opposizioni da parte di alcuni comuni dell'area, che temevano di dover rinunciare a programmi di espansione edilizia o ad investimenti sportivi rilevanti. Poco a poco le opposizioni rientrano e si può procedere alla nomina ed all'insediamento degli organi di gestione del Parco ed alla messa a punto del Piano di Assetto dello stesso Parco.

Con il 1999 il Parco vede approvare dalla Regione il suo Piano di Assetto socio-economico e territoriale, che mette in grado l'Ente Parco, cui è affidata la gestione dell'iniziativa, di promuovere, programmare, progettare e realizzare un insieme di iniziative di salvaguardia e di valorizzazione dell'area, attivando processi di sviluppo compatibile in un'area che conserva un grande pregio sotto il profilo ambientale e socio-culturale.

Il Piano individua nel parco un sistema territoriale a finalità multiple, nel quale, cioè vengono rese compatibili una serie di strategie che devono essere tenute in conto in maniera integrata:
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la strategia di conservazione di risorse non rinnovabili;

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la strategia di manutenzione e gestione territoriale;

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la strategia di sviluppo socio-economico compatibile;

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la strategia di fruizione anche con finalità didattiche.

Questa breve elencazione mostra come il Parco possa essere considerato come un ricco insieme di opportunità di sviluppo e che la sua costituzione non può essere collegata solo ad un sistema di vincoli finalizzati a salvaguardare risorse non rinnovabili, ma, piuttosto, come un sistema di valorizzazione di risorse non rinnovabili in una logica di sviluppo compatibile che coinvolga l'intera area. 

Coerentemente con queste impostazioni, il nuovo piano di assetto del Parco, oltre a consolidare la struttura di gestione, prevede una serie di interventi di forte significato: realizzazione di centri visita, di percorsi naturalistici, taglio dei boschi secondo le norme, nascita di osservatori astronomici, iniziative ambientali e culturali, il rifacimento del percorso dello scrittore Coleman, la creazione di un'eco-museo dell'Aniene, lo sviluppo di iniziative di recettività leggera, l'avvio di iniziative di promozione, sensibilizzazione e formazione degli operatori.

Queste linee di azione chiamano le istituzioni, gli operatori, le opinioni pubbliche locali a vedere nel Parco una vera e propria risorsa, attivabile a fini di sviluppo sostenibile e di migliore qualità della vita non solo per le popolazioni locali, ma anche per un'area più vasta di persone che ne vorranno utilizzare le risorse in termini di accesso alla natura.

 

 

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